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10 FEBBRAIO 2019 PALAIA(PI): l’anello di Toiano e Collelungo con il sentiero della bella Elvira

RITROVO: ore 7.15 v. L. da Vinci  ore 7.30 S. Vincenzo ore 7.45 Cecina Dolce Vita

DIFFICOLTA’: E medio-alta lung. 14 km  Disl. 270mt(possibilità di un secondo percorso di 20km e disl.400mt)

VIAGGIO: pulmini+auto   INTERESSE: paesaggistico-storico       COSTO ISCRIZIONE: soci 15€ non soci 20€

TERMINE ISCRIZIONE: 5 febbraio o al termine dei posti disponibili

                                                                                               TOIANO

Tra i paesi fantasma più famosi d’Italia c’è anche Toiano. Questo paese nasce in un periodo imprecisato dell’alto medioevo e vi si accede da un ponte (un tempo un ponte levatoio). Non è mai stato una metropoli, il periodo di massimo splendore fu nel XIX sec. e superò di poco le 500 anime, ma oggi è completamente abbandonato e disabitato, costituendo un reale pericolo di degrado, motivo per cui è stato incluso nella lista dei luoghi del cuore da salvare del FAI. Nonostante non fosse una postazione strategicamente importante i fiorentini, i pisani e i lucchesi se lo sono conteso per secoli. L’abbandono fu anche la conseguenza dell’isolamento del paese, servito, fino a poco tempo fa, da una sola strada  larga solo 3mt oltre, come accadde a molti altri paesi negli anni 60, al fatto che gli abitanti furono attratti dal lavoro nelle fabbriche che garantivano un salario sicuro a fine mese rispetto all’agricoltura molto difficile dato il territorio ostile che circonda il paese. L’unico sussulto di vita Toiano lo ha avuto quando Oliviero Toscani indisse un concorso fotografico per riportare un po’ di speranza al borgo e per far immortalare da occhi diversi ogni angolo, poichè ogni anfratto evoca una suggestione unica e irripetibile.   Nell’immediato dopoguerra Toiano divenne protagonista mediatico a livello nazionale. Era il 1947e il 6 giugno, in un bosco nei dintorni del paese fu scoperto il corpo di Elvira Orlandini, una ragazza del posto di 22 anni, con la gola tagliata. La giovane era figlia di contadini, i sospettati non furono molti, ma i giornali, accanitisi sulla storia sollevarono un polverone che rese le indagini più difficoltose. Tre furono i sospettati, un vicino parente di Elvira, il figlio di una famiglia di Roma da poco a Toiano e il fidanzato della ragazza che fu arrestato e processato ma assolto. Ancora oggi il fatto rimane uno dei più famosi casi giudiziari insoluti.  A ricordare Elvira è rimasta una lapide commemorativa nel luogo dove fu trovata e ancora oggi qualcuno porta dei fiori alla lapide.

PROGRAMMA: inizieremo il nostro percorso da Palaia dopo aver parcheggiato i nostri mezzi poco fuori il centro storico, dirigendoci verso la chiesa di S. Francesco che non potremo visitare perché chiusa e incontrando successivamente la fonte denominata “I Fonchioni” esistente già nel 1822. La strada che abbiamo preso è la strada comunale di Grotta al Leccio che porta alla frazione di Montefoscoli e che noi percorriamo fino al bivio a sinistra con la strada per Toiano che prendiamo per poi lasciarla poco dopo per una strada sterrata a destra.  Raggiungeremo il fondo valle dove prenderemo la traccia di un sentiero seguendo il corso di un torrente, in questo punto il percorso non è molto evidente ed è in salita, perciò dovremo fare molta attenzione, per non perdersi, fino a quando arriveremo ad una strada in un bosco che ci porta in un campo semi abbandonato. In questa parte del nostro cammino è possibile trovare dei fossili, ritrovamenti alquanto normali perché tutta la zona è formata da affioramenti di sedimenti marini denominati “sabbie gialle” risalenti al periodo del Pliocene Medio (2.5 milioni di anni fa) In questi tipi di terreni la concentrazione di fossili è un elemento peculiare, sono infatti riconoscibili strati formati quasi esclusivamente da fossili come incontreremo più tardi sul nostro cammino in loc. “La Grotta”.  Andiamo avanti fino a sbucare in una strada bianca sotto lo sperone su cui si trova Toiano e cominciamo a salire per un sentiero che ci permette di entrare in paese dove lo stesso finisce. E’ Adagiato su un poggio di tufo arenario, circondato da un paesaggio di balze volterrane tipico di questa regione e unico nel mondo. Infatti l’ambiente è circondato da speroni di tufo di ben 40-50 metri chiamati, terra arida che secoli di pioggia e vento hanno reso incoltivabile e priva di vegetazione. Il borgo è attraversato da un’unica strada chiamata via del Castello, lunga appena 50 metri. Restano poche case, un cimitero alle porte del borgo, la chiesa in rovina, (ormai sconsacrata) che era dedicata a San Giovanni Battista, forse il simbolo di ciò che ci è rimasto. Vederlo, abbandonato, non può essere sufficiente, la sua aria solitaria la si respira solo a percorrerne la corta stradina e ad incontrare il brivido degli spiriti, uniche entità che lo abitano. E’ il paese fantasma per eccellenza, affascinante a tal punto che chi vi si reca viene inevitabilmente investito dall’atmosfera di rovina e abbandono, senza questa grande distanza dall’ultimo centro abitato e senza l’ambiente deserto che lo circonda, non avrebbe avuto questa veste così misteriosa e intrigante. Ma non è completamente vero che è abbandonato, Un abitante a Toiano c’è: un toscano che di professione fa il sommozzatore lavorando nei porti di mezzo mondo e ha scelto di vivere qui. Dopo la visita il nostro cammino continua, alternando strada asfaltata praticamente senza traffico e strada in terra battuta, incontrando prima un punto panoramico sui calanchi, poi vari poderi e ville ( villa S. Michele, i Renacci, la loc. Monzone). Superato il pod. I Renacci troveremo il cippo in memoria di Elvira Orlandini nel luogo dove fu trovata assassinata. In loc. Monzone troveremo un bivio a destra per la Tenuta di Collelungo che raggiungeremo se ci avranno concesso la possibilità di entrare nel cortile (non è possibile visitare gli stabili perché privati) dove potremo ammirare il portico con i suoi affreschi e la torre. A questo punto il gruppo si divide, se qualcuno ha intenzione di fare il percorso più lungo. Mentre la parte che vorrà fare il percorso corto tornerà indietro fino alla loc. Monzone, proseguirà a destra incontrando successivamente la loc. La Grotta con i suoi affioramenti di fossili e proseguendo arriverà a Palaia che potrà visitare e prendere un caffè in qualche bar. Chi avrà scelto il percorso lungo prenderà, da Collelungo, una strada forestale sulla destra dell’abitato fino a raggiungere Agliati dove, custodito da un frate, si trova un l’eremo di S. Martino e un centro ecumenico e interreligioso. Occorre tornare indietro per poche centinaia di metri e prendere a destra al primo bivio, la strada asfaltata che conduce alla provinciale 36 dove volteremo a sinistra fino ad incontrare una strada sterrata a sinistra che conduce agli ex Bagni termali di Chiecinella e da lì in leggera salita torneremo a Palaia che visiteremo e dove troveremo il resto del gruppo. (La storia di Palaia è conosciuta a partire dall’anno 1000 quando il suo castello era posseduto per metà dai vescovi di Lucca. Una pergamena datata 24 luglio 1077 fa riferimento ai due fratelli Ugo e Tegrimo figli di Azzo, i quali ricevevano ad enfiteusi dal vescovo di Lucca il Castello e pieve di San Gervasio. Palaia fu al centro della guerra tra Lucchesi e Pisani già a partire dal 1172. Al tempo però dell’assedio di Pisa (25 ottobre 1406) tutti i castelli della Val d’Era e delle Colline pisane furono annessi alla Repubblica Fiorentina.  Nel 1431 si riaccese la guerra fra il Comune di Firenze e il duca Visconti di Milano, e Niccolò Piccinino, generale del duca si spinse in Toscana e conquistò anche il castello di Palaia, imprigionandovi il potestà che faceva capo ai Fiorentini. Il castello di Palaia passò nuovamente sotto la giurisdizione del Comune di Firenze grazie alla pace di Ferrara del 26 aprile 1433. Nell’anno 1495 Palaia passò sotto il dominio dei Pisani)

INFO E ISCRIZIONI: TEL. 3334971780                                                                                                                                                  Il pagamento dell’iscrizione, ricevuta la conferma della disponibilità dei posti, va effettuato sul CCP 73445140 INTESTATO A TREKKING RIOTORTO 57025 RIOTORTO  LI  o con bonifico sull’ iban  IT38  U063  7070  7200  0001  0001  682  BEN.  TREKKING RIOTORTO  BANCA : CASSA DI RISPARMIO DI VOLTERRA PIOMBINO  PRESSO IL BAR SPORT  A RIOTORTO confermando l’avvenuto pagamento per tel. (l’iscrizione non sarà effettuata fino al ricevimento della conferma telefonica del pagamento)                          L’iscrizione all’escursione comporta la conoscenza e l’accettazione del regolamento dell’associazione pubblicato su    www. trekkingriotorto.it