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Monte Calvi: una terrazza sulla costa degli etruschi

PARTENZA: loc. Crocino Suvereto
LUNGHEZZA: 12 km
DISLIVELLO: 580 mt
SEGNALI: blù non molto recenti e parziali
DIFFICOLTA’: medio alta
TEMPO OCCORRENTE: 6 ore
COMUNI INTERESSATI: Suvereto-Campiglia Marittima-S. Vincenzo
ULTIMA VERIFICA DEL PERCORSO: il 5 giugno 2010
PERIODO CONSIGLIATO: tutto l’anno, in modo particolare in inverno con vento di tramontana che rende il cielo libero da foschie.

COME SI ARRIVA ALL’INIZIO DEL PERCORSO:
dall’uscita Venturina della SS Aurelia Nuova ci dirigiamo verso Suvereto. Circa 2 km. Prima dell’abitato e dopo poche centinaia di metri da una moderna cantina, riconoscibile da un impianto fotovoltaico, giriamo a sinistra seguendo i cartelli indicatori per l’agriturismo “Le Foreste”(l’incrocio si trova su una curva della strada regionale e in quel punto sono presenti dei cipressi che non permettono di vedere i cartelli prima di esserci arrivati). Si continua a seguire le indicazioni per l’agriturismo fino ad incontrare il tabernacolo in loc. Crocino dove possiamo parcheggiare l’auto.

ITINERARIO:
partiamo dalla loc. Crocino riconoscibile per un tabernacolo del 1858 e guadato un torrente iniziamo a percorrere una strada asfaltata in leggera salita attraversando tratti di bosco alternati a spazi aperti e coltivati, olivete e pascoli. La strada accentua la sua pendenza mentre avanziamo dando la netta e piacevole sensazione di guadagnare la montagna un passo dopo l’altro proprio perché il monte, con la sua presenza, incombe sempre sulla strada. Alla fine dell’asfalto abbiamo raggiunto quota 425 e poco dopo,ad un incrocio, prendiamo una vecchia strada a destra che ci permette di ammirare il paesaggio circostante, prima di arrivare sopra un crinale, dove un fabbricato rurale contornato da lecci e altre piante secolari fanno da cornice ad ampi spazi aperti f.to 2 verso valle in direzione di Suvereto e oltre. Prendiamo la strada verso sinistra e dopo aver incontrato una radura con due lecci di notevole dimensionecontinuiamo con un sentiero che poco dopo comincia a salire in modo abbastanza dolce per circa 1200 mt.

A questo punto giriamo decisamente a destra( occorre fare molta attenzione per individuare questa deviazione) cominciando a salire ripidamente tra rocce e pietraie continue, la conformazione geologica del terreno è notevolmente mutata e adesso le zone attraversate sono marcatamente laviche e calcaree, con forte predominanza di rocce scagliose e pietraie. Affrontiamo decisamente la salita arrivando, non senza fatica, a quota 600mt dove un piccolo altopiano ci permette di riposarci qualche minuto per riprendere fiato.

In pratica siamo quasi arrivati alla vetta, ancora poche decine di metri di dislivello ancora su un sentiero roccioso e siamo sulla vetta del Monte Calvi a 646 mt, abbiamo percorso circa 6 km e un dislivello di circa 580 mt.

Lo spettacolo che si presenta ai nostri occhi ci fa capire che il risultato valeva f.to 3 la fatica fatta.
Di tutte le isole dell’arcipelago mancano solo Pianosa e Giannutri, mentre l’Elba con Palmaiola e Cerboli e l’isola di Topi, Capraia, Gorgona, il Giglio e Montecristo non mancano di farsi vedere insieme alla Corsica, al Monte Argentario, al Monte Amiata, ai soffioni boraciferi di Monterotondo, le colline di Volterra con le sue torri e fino alle Alpi Apuane e, spostandoci di qualche metro per raggiungere la parte nordovest della vetta, tutta la costa verso nord con S. Vincenzo sotto di noi e fino ai contrafforti delle
colline livornesi mentre verso sud vediamo il Golfo di Baratti con Populonia, il promontorio di Piombino. Ci lasciamo alle spalle i maestosi panorami della vetta e, dopo un iniziale percorso pianeggiante sul crinale, si punta in discesa verso sud incontrando, poco dopo, un prato f.to 5 f.to 4 frammisto a pietre, dove abbondano piante di profumato origano e in primavera molte varietà di fiori. Si entra in un bosco ceduo con un sentiero abbastanza ripido fino a una strada forestale che proviene da Campiglia Marittima e che prendiamo verso destra.

A questo punto stiamo camminando in un gradevole bosco di alto fusto e, al prossimo quadrivio   prendiamo il sentiero a sinistra che ci permette di arrivare ad una radura che superiamo mantenendoci sulla sua sinistra. Proseguiamo continuando a svoltare sinistra a tutti gli incroci che incontriamo fino a raggiungere, dopo aver attraversato delle radure e costeggiato delle olivete, una strada chiusa da una catena che superiamo per a giungere in una radura con un’aia semilastricata di due casolari recentemente restaurati e ubicati in una posizione panoramica davvero invidiabile(f.to 7). f.to 7 Prendiamo un sentiero che nasce a monte dell’aia entrando nuovamente nel bosco proseguendo a mezza costa e che snodandosi quasi pianeggiante arriva a una notevole pietraia, con panorami superbi sulla vallata, che ci ricorda un sentiero di montagna per la natura molto sciolta dei detriti che la compongono(f.to 8). Entriamo ancora nel bosco e in discesa raggiungiamo una vecchia strada che prendiamo a destra per lasciarla, dopo poche centinaia di metri, con un’altra a sinistra, per attraversare un castagneto che si estende sino a fondovalle e dopo altri 1500 mt arriviamo alla strada asfaltata percorsa all’inizio per poi raggiungere le auto a circa 300mt.

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