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27 GENNAIO 2019 CASTELNUOVO DELL’ABATE (SI) DALL’ABBAZIA DI S. ANTIMO AL CASTELLO DI RIPA D’ORCIA

RITROVO: ore 07.00 v. L. da Vinci Piombino

ore 07.15 Riotorto     ore 08.00 Follonica-Rondelli

VIAGGIO: pulmini e auto           PRANZO: al sacco

INTERESSE: storico-paesaggistico

DIFFICOLTA’: due percorsi (E)-1° perc. Medio-facile 16 km disl 450m -2° perc. Medio-alto    19 km disl 570mt

COSTO ISCRIZIONE: soci 16€ non soci 21€ (escursione+viaggio+assicurazione temporanea per i non soci)

TERMINE ISCRIZIONE: 23 gennaio o al termine dei posti disponibili

INFO E ISCRIZIONI: 3334971780

 

PROGRAMMA  

I nostri percorsi iniziano da Castelnuovo dell’Abate, da cui possiamo vedere l’Abbazia di S. Antimo(che visiteremo al ritorno) nella valle poco lontana, e percorreremo insieme circa 6km prendendo la strada consorziale di Casalta, una strada sterrata ben tenuta su cui incontriamo, dopo poche centinaia di metri, la piccola cappella di S. Francesco mentre alle nostre spalle possiamo sempre ammirare l’Abbazia di S. Antimo.  Arriviamo quindi sul crinale e sulla nostra sinistra, oltre la valle, possiamo vedere Montalcino e sulla destra, sopra una collina in lontananza, il Castello di Velona (la costruzione originale risale all’XI secolo. Della parte antica resta soltanto la torre di guardia, mentre la loggia è del periodo rinascimentale, quando il castello venne trasformato in villa residenziale. Oggi il castello è stato acquistato da privati per essere ristrutturato (dato che era ormai ridotto a rudere) e riadattato per divenire un grande relais di lusso).  Continueremo il nostro cammino sul crinale incontrando vari poderi (pod. La Fornace, l’Azienda agricola-agriturismo Mastrojanni) circondati da un panorama sensazionale, sempre con Montalcino alla sinistra e poco più avanti Torrenieri e sulla destra il fiume Orcia con la sua valle e la ferrovia Grosseto-Siena mentre di fronte a noi si cominciano a vedere Rocca d’Orcia, Castiglione d’Orcia e anche la nostra meta, il Castello di Ripa d’Orcia. Dopo 1.5 km, passata l’Azienda Mastrojanni iniziamo a scendere con una discesa abbastanza ripida (dovremo rifarla in salita al ritorno) verso il torrente Asso e la ferrovia incontrando il pod. Casalta e successivamente la sua, ormai in disuso, fermata ferroviaria poco dopo la fine della galleria della ferrovia. Passati il torrente Asso e la ferrovia il nostro percorso continua in salita con un sentiero nel bosco ceduo fino al pod. S. Barbara e poi il podere semiabbandonato Gaggiolo dove incontriamo un primo incrocio a sinistra che ignoriamo per arrivare dopo circa500mt ad un secondo incrocio dove i percorsi si dividono. Chi sceglierà di fare quello corto prenderà a destra una strada tra boschi e campi quasi pianeggiante passando dal pod. S. Pietro fino a raggiungere la strada per Ripa d’Orcia nel punto in cui c’è una piccola chiesa abbandonata. Il castello dista solo 500mt e a questo punto decideremo se visitarlo subito o aspettare il resto del gruppo. Coloro che avranno scelto il percorso lungo continueranno per la strada bianca, con una salita abbastanza impegnativa anche per la lunghezza, percorsa fino a quel momento fino a raggiungere un  crinale al bivio per il pod. P.gio al Vento. Da quel punto il panorama è ha 360°, a sinistra Montalcino e in basso Torrenieri, davanti a noi Vignoni Alto e dietro, in lontananza, si può vedere Montepulciano e alla sua destra Monticchiello. Sulla nostra destra, dalla parte opposta della valle si notano Rocca d’Orcia con la Torre di Tentennano e accanto c’è Castiglione d’Orcia mentre dietro di lor si intravedono Campiglia d’Orcia e Radicofani. Continuando per il crinale in breve raggiungiamo il bivio della strada di Ripa d’Orcia presso il pod. S. Savino con la cappella di S. Provenzano sulla sinistra. A questo punto ci dirigiamo in discesa verso il castello, incontreremo sulla sinistra il monumento ai caduti e successivamente la chiesetta al bivio della strada percorsa dall’altro gruppo e che ci servirà per il ritorno. Andiamo adesso al castello che essendo privato non si può visitare, è possibile però entrare dentro le mura e percorrere  una strada, rimasta pubblica, per circa 100mt e in questo modo visitare solo una piccola ma significativa parte del castello di Ripa d’Orcia(Collocato in altura, il Castello di Ripa d’Orcia, ha una cinta di torri, di mura merlate e di bastioni che rendevano difficile l’accesso al borgo e al torrione piu’ alto e piu’ solido. Come negli altri fortilizi dell’epoca, è facile immaginare ponti levatoi e saracinesche o ordigni di ferro e travi pesanti quali potenti mezzi di difesa ed invincibili impedimenti per i malcapitati assalitori. La cinta muraria esterna occupa l’estremo limite di un poggio proteso sulla valle dell’Orcia. Essa racchiude un gruppo di case (borgo) articolato lungo due strade parallele poste a due livelli secondo l’andamento del rilievo collinare. Oltre alle case, la Chiesa dedicata a S. Maria delle Nevi, una fila di giardini e di orti ed, infine, il Castello vero e proprio composto da tre elementi distinti. Passare sotto il torrione che sovrasta la porta di accesso ad arco tondo ci permette di tornare indietro nel tempo e di riscoprire architetture e stili di vita della nostra storia e tradizione. La strada interna ci conduce attraverso un percorso a ritroso alla scoperta degli antichi modi di vivere, dei mestieri e di una organizzazione economica autarchica. In effetti ogni edificio era dedicato ad una attività necessaria al mantenimento e alla sussistenza della popolazione interna e del contado esterno. Percorrendo la strada ci imbattiamo nella piccola chiesa del borgo sul cui campanile a vela l’unica campana.  Oltrepassata la chiesa la strada si inerpica fra le antiche case e gli orti fino ad uno slargo da dove è possibile ammirare la struttura centrale in tutta la sua imponenza. Sebbene, con il passare dei secoli, avesse perso importanza dal punto militare e difensivo, il Castello di Ripa d’Orcia continuò ad esercitare un importante ruolo di centro produttivo e amministrativo dei vasti possedimenti ad esso afferenti che ne preservò le strutture originali dall’incuria dell’abbandono.) Dopo la visita inizieremo il ritorno tornando al bivio della chiesetta e passando per il percorso corto torneremo alla ferrovia e continueremo in salita fino all’azienda Mastrojanni per poi con una, inizialmente, leggera discesa torneremo a Castelnuovo dell’Abate da dove raggiungeremo l’Abbazia di S. Antimo per visitarla (L’ABBAZIA DI SANT’ANTIMO:L’abbazia, uno dei più bei monumenti di stile romanico, con evidenti ri­chiami ai modelli francesi e lombardi fu fondata, secondo un’antica leggenda da Carlo Magno, che, ritornando da Roma in­sieme al suo seguito, nel transitare lungo il tracciato della Via Fran­cigena, sostò in questo luogo a causa del pericolo scatenato da un’epidemia di peste. Si racconta che l’imperatore fece voto affinché questo flagello cessasse e per la grazia ricevuta fondò l’abbazia di Sant’Antimo. È possibile vedere i  resti dell’originaria struttura di età carolingia nella zona absidale del tempio monumentale dove si scorge la piccola absidiola dell’an­tica pieve, oggi sagrestia, affrescata all’interno con scene della vita di san Benedetto e la piccola cripta, divisa in tre navate da quattro colonne di porfido. L’attuale chiesa risale al 1118 circa, come attesta un’iscrizione inci­sa sull’altare maggiore. La costruzione della chiesa e del convento richiese un impegno costruttivo al di sopra delle possibilità econo­miche dei monaci benedettini e questo non consentì di ultimare né la facciata, né parte dei locali di servizio dei monaci. Il periodo di decadenza culminò nell’anno 1462, quando Papa Pio II soppresse l’abbazia e la incorporò nella Diocesi di Montalcino. Una delle caratteristiche che contraddistinguono il tempio monumentale è il materia­le con cui essa è costruita: la struttura è infatti completa­mente edificata in una roccia travertinosa con venature di alabastro, questa pietra le conferisce un effetto di lucen­tezza sempre diverso a secon­da delle variazioni cromatiche del cielo e della campagna cir­costante. L’abbazia si può visitare con un percorso chiamato “La Via della Luce” un percorso esclusivo con videoguida alla scoperta di ambienti come la Cappella Carolingia, la cripta, il loggiato superiore, la farmacia monastica e l’orto di San Benedetto. Sarà possibile ammirare la navata della chiesa dall’alto delle tribune e rimanere incantati dai meravigliosi giochi di luce che i raggi del sole creano tra capitelli e colonne e osservare i piccoli “ritagli” di paesaggio dalle monofore del deambulatorio superiore. Il percorso si conclude con la visita alla cripta carolingia e scoprire gli ambienti che un tempo si affacciavano sul chiostro. Costo 6€) e dopo riprendere i mezzi per tornare a casa.

INFO E ISCRIZIONI  TKR   3334971780

PER ISCRIVERSI OCCORRE, DOPO AVER AVUTO LA CONFERMA DELLA DISPONIBILITA’ DEI POSTI, PAGARE L’IMPORTO PREVISTO SUL CCP N°73445140 BEN. TREKKING RIOTORTO 57025 RIOTORTO  LI O TRAMITE BONIFICO ALL’IBAN  IT38  U063  7070  7200  0001  0001  682  BEN. TREKKING RIOTORTO BANCA : CASSA DI RISPARMIO DI VOLTERRA PIOMBINO O PRESSO IL BAR SPORT A RIOTORTO  COMUNICANDO SUCCESSIVAMENTE L’AVVENUTO PAGAMENTO TRAMITE TEL. (SOLO DOPO  LA CONFERMA DEL PAGAMENTO VERRA’ FATTA L’ISCRIZIONE)

L’iscrizione all’escursione comporta la conoscenza e l’accettazione del regolamento dell’associazione pubblicato su    www. trekkingriotorto.it